Apicoltura nomade: viaggio tra i fiori e transumanza delle api.

L’arte antica del nomadismo.

L’apicoltura nomade è la pratica che permette di movimentare gli alveari e di posizionarli in vicinanza di fioriture ritenute importanti dall’apicoltore che intende diversificare la propria produzione di mieli monofloreali. Lo spostamento avviene nelle ore notturne, quando le api sono all’interno delle arnie. All’arrivo su una nuova postazione le arnie vengono sistemate, poi aperte. Le api possono uscire subito in cerca della fioritura nuova. Conta arrivare al momento giusto, con i fiori freschi e colmi di nettare. I fiori non aspettano i viaggi, non aspettano gli uomini e neppure i voli delle api. Il nettare riempie i fiori e poi finisce, accade e passa, fa come la foglia che a ottobre cade e non torna al ramo, come la nuvola che passa e non cambia direzione. Le cose si muovono e i fiori sono le foglie e sono le nuvole.

Api in volo sulla fioritura del coriandolo in Molise

Spostamenti e tratturi: l’Appennino di sempre.

Il nomadismo degli alveari risulta essere una pratica molto diffusa tra gli apicoltori professionisti, in modo particolare tra gli apicoltori abruzzesi. In questo uso sembra riposare l’attitudine dei vecchi pastori che abitavano le montagne e con l’arrivo dell’inverno si mettevano in marcia verso il Tavoliere insieme alle greggi. Partivano verso sud il 29 settembre, giorno di San Michele. La transumanza si svolgeva principalmente su 5 Regi tratturi: L’Aquila – Foggia (Tratturo Magno), Centurelle – Montesecco, Celano – Foggia, Castel di Sangro – Lucera, Pescasseroli – Candela.

Ape su fiore di girasole in Molise
Ape su fiore di asfodelo in Puglia